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22 marzo 2006

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA : 22 MARZO 2006


[Foto tratta da :
lastampa]

A Città del Messico si è parlato d'acqua : è terminato difatti il IV Forum Mondiale, organizzato dal Consiglio Mondiale dell’acqua (un’istituzione privata finanziata dalla Banca Mondiale e composta dalle più grandi multinazionali dell’acqua nel mondo).Il forum mondiale, che si ripropone ogni tre anni, vuole valutare la disponibilità di risorse idriche sul pianeta e il loro effettivo stato di sfruttamento.
Il presidente del Contratto mondiale dell'Acqua, Emilio Molinari, fa sapere che "E' stato uno dei più grandi Forum dell'acqua mai realizzati, sia per il livello di pertecipazione sia per le ripetute mobilitazioni della popolazione", e che, "Qui a Città del Messico è nato formalmente il movimento dell'Acqua Mondiale.
Con la presenza delle organizzazioni del Sud del mondo: boliviani, venezuelani, indigeni che hanno attirato l'attenzione sull'acqua come 'diritto umano' ".
Le multinazionali, chiaramente si sono opposte all'idea dell'acqua come diritto umano.


Il problema dell 'acqua, riguarda tutti, paesi ricchi di risorse idriche e paesi meno provvisti di queste riserve, perché oltre alla sua presenza è anche l'accesso a preoccupare.
Dare accesso all’acqua potabile richiede anche molti investimenti in denaro.
E’ ormai un problema che riguarda il mondo intero. "Non solo il sud del mondo", dice Rosario Lembo, segretario nazionale del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua. In America Latina, ma la situazione sta via via peggiorando in ogni continente, il problema attuale sono i corsi d’acqua, ricorda Lembo: “I grandi fiumi stanno scomparendo. Ricordiamo che il Rio delle Amazzoni, negli ultimi anni, a causa della siccità ha perso almeno il 30 per cento della sua portata”.
Continua il segretario nazionale del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua :
“Facciamo l’esempio del fiume Colorado, oggi ridotto praticamente a deserto, una volta dagli Usa arrivava fino in Messico. Quindi, possiamo dire che c’è un problema di risorse idriche che tocca i grandi bacini idrogeologici, e c’è anche un problema di accesso all’acqua potabile che diminuisce sempre di più. E si può pensare ad una grande nazione come il Brasile, fornito di bacini idrici immensi (i più grandi del mondo), che non riesce a dare accesso all’acqua ad almeno 40 milioni di persone”.

LA GRANDE CONTRADDIZIONE DELLE MULTINAZIONALI :
Come si legge da un articolo di 
PeaceReporter :
“Il loro ruolo è certamente preponderante. Sono le multinazionali che indirettamente costruiscono questi eventi mondiali. Basti pensare che fino a poco tempo fa il presidente attuale del Consiglio Mondiale dell’Acqua era il presidente di una della maggiori multinazionali dell’acqua del mondo”
racconta ancora Lembo, che continua:“E le contraddizioni qui in Europa si sentono maggiormente rispetto ad altri continenti considerando che qui da noi hanno sede otto delle maggiori multinazionali dell’acqua dell’intero pianeta.
Dopo il petrolio è la seconda grande risorsa sulla quale si sono concentrati gli interessi delle grandi imprese”.

E questa pare essere una delle più grandi contraddizioni del nostro secolo in cui la politica è legata inevitabilmente alla gestione di una serie di beni fondamentali, come l’acqua, e fra poco anche l’aria. "Infatti sono i grandi gruppi, le lobby, che spesso e volentieri premono gli Stati per la liberalizzazione dei servizi idrici”, racconta il segretario nazionale.
Ma il vero problema, secondo Lembo, è un altro: “Oggi l’acqua è considerata come una merce. Come un bene qualsiasi che si può vendere, comprare, scambiare di proprietà. Questo è il messaggio che è passato nel corso del tempo”.
Anche le Nazioni Unite, vista la carenza di fondi a livello di cooperazione internazionale e di fronte al fatto che i paesi industrializzati non dovevano interessarsi dei Paesi poveri del mondo, hanno delegato le imprese a garantire alle persone accesso all’acqua.
Creando una sorta di contraddizione. Le grandi aziende hanno le tecnologie, possono creare infrastrutture e hanno conoscenze in grado di far arrivare l’acqua nella case della gente. Ma per fare tutto questo hanno bisogno di denaro. Denaro che a lavori finiti dovranno recuperare. In che modo? Il modo più facile e veloce è quello di chiedere una tassa sull’utilizzo dell’acqua, un prezzo, insomma. Ma come fanno poi le popolazioni più povere a comprare acqua se le multinazionali diventano proprietarie delle fonti? E’ questa una delle contraddizioni che scaturisce dal Forum e alla quale qualcuno si dovrà preoccupare di dare risposta.


Sempre ieri si è concluso anche il forum parallelo organizzato dall'Unicef. L'organizzazione ha lanciato l'allarme: oltre 400 milioni di bambini sono privi di acqua potabile e lottano per la sopravvivenza. L'appello è stato consegnato ai ministri rappresentanti i vari governi dai ragazzi partecipanti al Forum mondiale dei bambini per l'acqua, in chiusura del quarto Forum mondiale dell'acqua a Città del Messico.
Sempre a Città del Messico nei giorni scorsi si è concluso anche il Forum Alternativo organizzato dai movimenti in difesa dell’acqua, con una dichiarazione congiunta conclusiva (riportata nella sezione documenti), in cui sono contenuti appelli, richieste, proposte ed impegni rivolti a tutti i cittadini, organizzazioni, movimenti sociali, governi e parlamenti.
Intanto oggi a Bruxelles, la Federazione sindacale europea dei Servizi pubblici (FSESP), assieme ai movimenti ed ai gruppi ambientalisti ha organizzato una catena umana che partirà da Place Schuman, in prossimità dell’edificio Aquafed che ospita la lobby degli operatori privati dell’acqua e le multinazionali del settore sino al Consiglio dei ministri dell’Unione europea e alla Commissione europea.
I manifestanti chiedono:
- l’esclusione totale della distribuzione dell’acqua e dei sistemi di smaltimento delle acque reflue dal campo di applicazione della direttiva Bolkestein;
- l’esclusione totale della distribuzione dell’acqua e dei sistemi di smaltimento delle acque reflue dal GATS;
- la non liberalizzazione e la non privatizzazione della distribuzione dell’acqua e dei sistemi di smaltimento delle acque reflue;
- il riconoscimento dell’acqua come un diritto umano fondamentale la cui distribuzione deve essere un servizio pubblico.

E per finire ...
Lo sapevate che ... ?
[ fonte : 
Legambiente ] :

  • solo 16 persone su 100 possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, priva di agenti patogeni e di sostanze inquinanti, per bere, cucinare e lavarsi.
  • 84 persone su 100, invece, devono cercarla, spesso molto lontano dalle abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la qualità scadente.
  • Il consumo di acqua nei paesi africani varia in media tra 12 e 50 litri al giorno per abitante, in quelli europei tra 170 e 250 litri (noi italiani siamo ai vertici dei consumi europei, proprio con 250 litri) negli Stati Uniti raggiunge i 700 litri
  • L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che al di sotto della soglia di 50 litri d'acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua: di fatto il 40% della popolazione umana (2,5 miliardi di individui) vive in condizioni igieniche impossibili soprattutto per carenza di acqua.
  • Si prevede che nel 2020 3 miliardi di persone non avranno accesso all’acqua
  • Per garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta, basterebbe una somma analoga a quella che in Europa si spende per l’acquisto di gelati e negli Usa in cosmetici



Per saperne di più :
4th World Water Forum ( MEXICO 2006 )
World Water Day ( 22 March 2006 )
-
Contratto Mondiale sull'Acqua
- Unimondo.org




permalink | inviato da il 22/3/2006 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

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